Premio Leonardo: quando il lavoro trova una voce esterna

Ci sono momenti in cui il lavoro resta silenzioso.

Agisce, cresce, prende forma, ma non chiede attenzione.

E poi ci sono momenti in cui qualcuno, dall’esterno, si ferma, guarda davvero e decide di dargli un nome.

Il Premio d’Arte Visiva Leonardo è stato questo per me: non un traguardo, ma una conferma. Non un punto di arrivo, ma un riconoscimento del percorso. L’opera, il contesto, lo sguardo critico

Il mio lavoro è stato selezionato, esposto a Roma e inserito nel catalogo ufficiale del premio, accompagnato da una critica d’arte e da una valutazione dell’opera. Non si tratta solo di visibilità, ma di lettura. Di uno sguardo competente che attraversa il lavoro, ne riconosce la struttura, la coerenza, la direzione.

Nel catalogo, l’opera Percepirti viene letta come un gesto simbolico carico di sensibilità: il toccare che diventa conoscenza, le mani come ponti tra mondi interiori, il colore come linguaggio emotivo e vitale. Una lettura che non sovrappone senso, ma lo fa emergere.

La targa

Ricevere la targa di riconoscimento non è stato un momento eclatante. È stato, piuttosto, misurato. Un segno concreto che dice: il lavoro regge, parla, ha una sua posizione nel presente. Non per gridare più forte, ma per continuare con maggiore consapevolezza.

Dopo Roma

Esporre nuovamente a Roma, essere inclusa in un altro catalogo, avere una valutazione ufficiale, non cambia ciò che faccio. Cambia come lo sostengo. Questo riconoscimento rafforza una scelta che avevo già fatto: portare avanti un lavoro che unisce sensibilità, struttura e pensiero, senza semplificare, senza addolcire, senza rincorrere l’approvazione.

Il Premio Leonardo non è stato un sigillo. È stato uno specchio. E mi ha restituito un’immagine chiara: quella di un percorso che può stare in piedi, anche sotto uno sguardo esterno, competente, critico.

Fiorella Valeria Paolini

Sono Fiorella Valeria Paolini, artista e designer.

La mia ricerca nasce dall’esigenza di esprimere emozioni attraverso il colore e di progettare esperienze che mettano al centro le persone. Nell’arte cerco libertà e comunità, nel design un linguaggio capace di unire: marketing e UX/UI diventano strumenti per creare connessioni inclusive, accessibili e significative.

Ogni progetto, sia esso un quadro o un’interfaccia, porta con sé la stessa intenzione: rendere l’esperienza umana più aperta, condivisa e autentica.

https://fvpartdesign.com
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