Test di selezione · UX e product design B2B

Agire da dove si guarda

Uno strumento interno per i carichi di lavoro, ridisegnato perché chi pianifica possa intervenire dalla stessa vista in cui legge i dati.

La schermata chiave: il pannello per riassegnare le ore si apre sopra la tabella dei carichi, e la tabella resta lì.

La decisione

Le funzioni c'erano tutte: mancava la possibilità di agire da dove si leggevano i dati. Il pannello per riassegnare si apre sopra la tabella, senza cambiare pagina.

La prova

User flow di dieci passi con le frizioni segnate, sitemap e cinque wireframe annotati, in otto-dieci ore.

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Il brief

Un test di selezione per una software house: in otto-dieci ore, impostare il lavoro con un cliente e ridisegnare il suo strumento interno per gestire i carichi di lavoro. Un portale che mostrava tutto, ma da cui non si poteva fare niente.

Il cliente del test è un'azienda di servizi digitali di circa ottanta persone. Non ha una visione chiara dei carichi di lavoro, le ore vengono registrate in modo disordinato, e ha già scartato ClickUp e monday.com: vuole uno strumento costruito su misura.

C'era già un portale interno, con dashboard, progetti, allocazioni, workload, planning, timelog e report. Il test chiedeva tre cose: come imposterei il lavoro con il cliente, un user flow con la sitemap, e i wireframe a media fedeltà. Più una richiesta esplicita: dire dove e come avevo usato l'AI.

Il portale ricevuto con il brief. In basso a destra gli avvisi segnalano tre persone sopra soglia, ma non portano da nessuna parte.
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Il problema non erano le funzioni

Ho letto il portale schermata per schermata, e la conclusione è stata che non mancava niente. Le funzioni c'erano tutte. Mancava la possibilità di agire da dove si leggevano i dati.

Il project manager vedeva chi era sovraccarico, ma la tabella dei carichi era di sola lettura. Per spostare qualcuno doveva cambiare sezione, perdere il contesto e poi tornare indietro a ricaricare la vista. Gli avvisi segnalavano i problemi, ma non portavano a risolverli.

Prima · il portale ricevuto

Dopo · la proposta

La stessa vista dei carichi, con dati d'esempio diversi. Nella proposta, sulla riga di chi supera il cento per cento c'è il bottone per riassegnare.
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Come imposterei il lavoro

Prima di disegnare, ho proposto al cliente un ordine preciso. Un questionario asincrono a CEO, project manager e team lead, perché ognuno risponda nei suoi tempi e senza il peso del gruppo. Una valutazione euristica del portale, per capire cosa salvare prima di rifare. Un confronto con gli strumenti che avevano già scartato, perché sapere perché li hanno scartati dice cosa deve fare di diverso quello nuovo.

Il budget arriva dopo l'analisi, non prima: il cliente aveva detto di non averne uno e di voler capire come muoversi. Proporre una cifra prima di avere dati sarebbe stato tirare a indovinare.

Sei passi in quest'ordine: capire, definire chi userà lo strumento, allinearsi sul budget, e solo alla fine disegnare.
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Il lunedì di Marco

Ho costruito il flusso intorno al momento più critico: il lunedì mattina di un project manager che pianifica la settimana. Dieci passi, dall'accesso alla conferma, con le frizioni segnate dove succedono.

La più grave cadeva al settimo passo: Marco trova la persona sovraccarica, ne vede i progetti, e da lì non può fare niente. Deve andare in un'altra sezione. Le altre frizioni erano più piccole ma ricorrenti: il filtro delle settimane che si azzera a ogni accesso, una tabella lunga e densa, avvisi non cliccabili.

Il passo sette è quello critico: per spostare le ore Marco esce dalla vista in cui ha trovato il problema.
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Le decisioni nei wireframe

Il pannello laterale. È la schermata chiave, quella in apertura. Il pannello per riassegnare le ore si apre sopra la tabella dei carichi, senza cambiare pagina. La tabella resta visibile, la riga della persona resta evidenziata. Si salva, il pannello si chiude, e la tabella è già aggiornata.

Solo chi ha posto. Nel campo «Riassegna a» compaiono solo le persone con capacità disponibile. Chi è già al cento per cento non si può scegliere: l'errore si evita prima che succeda.

Un'azione principale alla volta. «Salva riassegnazione» è l'unico bottone pieno. «Annulla» non è rosso, perché non distrugge niente: riporta allo stato di prima.

Accanto al nome, il carico della settimana: si sceglie solo chi ha posto. Un solo bottone pieno, e «Annulla» senza il rosso.

Avvisi che portano all'azione. Ogni avviso della dashboard porta direttamente dove si risolve. Un avviso che non porta da nessuna parte è rumore.

In cima alla dashboard, ogni avviso ha il suo «Risolvi» o «Vedi» e porta dove il problema si sistema.

Il timelog in tre passi. Era il disordine citato dal cliente. Ora una domanda alla volta: il progetto, le ore, il riepilogo prima di confermare. Il bottone «Avanti» resta spento finché non si sceglie un progetto.

Passo uno · il progetto

Passo due · le ore

Una domanda per schermata. Prima di confermare, una riga riassume cosa si sta registrando.
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Cosa ho tenuto

La struttura funzionava: la navigazione, la dashboard come punto di arrivo, il workload al centro del sistema. Quella non l'ho toccata. Ho fuso solo due sezioni che contenevano la stessa informazione, Allocazioni e Gestione progetti, in una sola: Persone e team. Un project manager che cerca chi è libero non deve sapere in quale delle due guardare.

Progetti, Planning, Report e Impostazioni restano com'erano. Cambiano Workload, Timelog e gli avvisi della dashboard, e due sezioni diventano una.
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Il passo che manca

L'AI l'ho usata per strutturare le domande del questionario, per far emergere le frizioni nel flusso e per le prime bozze della sitemap. Ogni risultato l'ho rivisto e adattato al caso: le decisioni sui wireframe sono mie.

Ho lavorato sulle schermate del portale, senza parlare con chi lo usa. Il passo successivo sarebbe mettere il pannello davanti a due o tre project manager veri e guardarli riassegnare una persona: è lì che si vede se il contesto resta davvero.

Il test che proporrei: tre compiti sul pannello e cosa guardare mentre si svolgono. Se nessuno torna alla tabella per controllare, il contesto è rimasto.

Test di selezione, aprile 2026. Brief e portale di partenza forniti dall'azienda. Analisi, architettura e wireframe di Fiorella Valeria Paolini.

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